venerdì 3 giugno 2016

Visita guidata a Taranto delle classi terze

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Il giorno 18 Maggio 2016 noi alunni delle classi 3^ A e 3^ C della scuola "Gennaro Abbate" siamo andati a Taranto per un’uscita didattica.

Partiti verso le 8:30 dalla nostra scuola, abbiamo trascorso circa un’ora in pullman.



Quando siamo arrivati, siamo scesi davanti ad un mare splendido e la guida ci ha presentato in generale la città, dicendoci quali tappe avremmo dovuto fare; abbiamo notato da subito che nel passato è stata terra di conquiste per i greci per via delle comunicazioni via mare.
In seguito, la guida ci ha portato alle colonne del tempio e ci ha spiegato le loro origini: è quello che rimane di un tempio, chiamato "Tempio di Poseidone".



Come prima tappa, abbiamo visitato il municipio, poi il Tribunale dei Minori, un ex convento nel quale si conserva ancora la ruota dove venivano lasciati i bambini appena nati.



Successivamente ci siamo recati alla cattedrale di S. Cataldo e abbiamo visto che era molto presente l’oro; siamo passati, poi, in una cappella colma di statue in marmo.












In seguito, dopo aver fatto una piccola pausa, abbiamo visitato il museo archeologico (MARTA) e abbiamo visto le tracce lasciate dai romani e dai greci; nelle vetrine erano esposti gioielli, utensili e oggetti di uso quotidiano. A nostro parere è stato davvero interessante ascoltare la guida che ci raccontava della vita di questi popoli.































Siamo saliti, poi, sul battello, in basso, all’interno, era bellissimo, c’erano dei tavolini e un piano bar, noi però siamo saliti sopra e ci siamo seduti, con altre classi, su panchine che permettevano la vista del panorama; abbiamo fatto l’intero giro del Mar Grande e abbiamo visto le due isole vicino a Taranto, il castello, le navi mercantili e il ponte girevole.































Ci siamo fermati per circa un quarto d’ora a pranzare e subito dopo siamo andati al castello aragonese che è occupato dalla marina militare; all’interno c’erano varie stanze in cui erano presenti cannoni, e la guida ci ha spiegato che servivano per difendersi dagli attacchi nemici via mare. Una facciata del castello è rivolta verso il mare per controllare le navi mercantili.







































Dopo abbiamo deciso di svagarci un po’ prendendo un gelato e facendo visita alla villa comunale di Taranto.
Più tardi siamo tornati a casa.
È stata un’esperienza molto bella ed interessante, in cui abbiamo conosciuto la storia di Taranto, dei suoi abitanti e delle sue meravigliose ricchezze.


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martedì 31 maggio 2016

Visita all’ORTO BOTANICO dell’Università di Lecce

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Gli alunni della classe 3^ C della scuola "Collodi"




Il giorno 19 maggio siamo andati a visitare l’ORTO BOTANICO dell’Università di Lecce. Che emozione! E’ sempre bello partire insieme con le maestre alla scoperta di qualcosa di nuovo e interessante sicuramente. Ma questa volta ci siamo sentiti importanti, si andava all’Università! Lungo il percorso eravamo felici e impazienti di arrivare perché la maestra ci aveva anticipato qualcosa  ed eravamo curiosi di esplorare l’Orto. Quando siamo arrivati, due guide ci hanno accolti e introdotti in un’oasi di verde in mezzo ai grandi edifici delle diverse facoltà. Quante piante, alberi, frutti tipiche della macchia mediterranea. Fabiola, la nostra guida, ci ha detto che quel luogo nel 1994 era una cava di pietra di tufo e una ricercatrice dell’università aveva pian piano, con cura e amore trasformato quel luogo arido in VITA. Sì, perché le piante, gli alberi sono la nostra vita e se non ci fossero non vivremmo. Per questo aveva creato l’orto per salvaguardare le piante in estinzione e far capire l’importanza delle piante che ci danno ossigeno, nutrimento e rinsaldano il terreno con le loro radici evitando frane, soprattutto in montagna. La ricercatrice era lì con noi  e con quanta cura, delicatezza sfiorava le piante. Noi non le avevamo mai guardate come ci ha mostrato la dottoressa, le abbiamo strappate incuranti senza pensare e sapere la loro importanza. Dopo con un grande cartellone ci hanno mostrato le parti del fiore e del frutto e noi “armati” dei nostri taccuini abbiamo preso appunti. Quante parole interessanti: antera, sepali, filamenti, stigma, ricettacolo, stelo, ovario, ovulo  per il fiore; polpa, seme, nocciolo per i frutti. Noi pensavamo che i frutti fossero solo quelli che mangiamo sempre, invece tutte le piante, anche quelle piccole spontanee, hanno il frutto. Infatti siamo andati alla ricerca del frutto delle piante spontanee e le abbiamo selezionate in una scatola chiamata CARPOTECA che custodiamo gelosamente in classe. Abbiamo anche giocato con le immagini dei frutti, le abbiamo incollate su di  un cartellone dove una poesia rappresentava le quattro stagioni:








Siamo andati anche a visitare lo stagno. Bellissimo, con la sua vegetazione! Rane e girini che saltavano da una parte all’altra. Che bello! Eravamo sbalorditi ed entusiasti. Infine siamo andati a fare merenda all’interno dell’Università dove ci attendeva un lungo tavolo pieno di piattini con spicchi di mele. Che buone, le abbiamo mangiate con più gusto! Abbiamo anche visto gli “scienziati” con i camici bianchi. Noi li abbiamo chiamati così, la maestra ci ha detto che erano i ricercatori Due simpatici cani hanno accompagnato la nostra visita, ci scortavano e ci hanno guidato per tutto il percorso silenziosi ed educati. E’ stata una esperienza interessante che certamente non dimenticheremo e da grande vorremo tornarci e chissà forse indosseremo un camice bianco per ricercare cose nuove utili alla nostra vita.




















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lunedì 30 maggio 2016

La nostra compagna Maria Monticchio premiata dall'ANSI

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La nostra compagna Maria Monticchio (classe II A della scuola "G. Abbate") è stata premiata dall'A.N.S.I. (Associazione Nazionale Sottufficiali d'Italia) di Trepuzzi grazie ad un bel testo sul seguente tema:

L’Occidente è percorso da masse di persone che si spostano da un continente all’altro, in cerca di lavoro, di una migliore sistemazione, di un posto dove poter vivere. Esponi nella forma testuale che preferisci la tua opinione su questo argomento, considerando che i migranti sono una risorsa importante per i Paesi Europei e non devono essere trattati con disprezzo.


Ecco il testo:

Da qualche anno, migliaia di migranti partono dall’Africa e sbarcano lungo le coste della Sicilia alla ricerca di situazioni di vita dignitose. Essi accettano di imbarcarsi anche in condizioni disumane, perché sono esasperati dalle guerre e dall’estrema povertà in cui vivono. Pagano gli scafisti a peso d’oro, pur di cominciare il viaggio della speranza in barche affollate a dismisura. A causa del mare mosso e delle precarie condizioni di viaggio, durante il tragitto rischiano di morire e tra di loro numerosi sono le donne e bambini. Spesso accade che i barconi si rovescino  e vengano inghiottiti dal mare. Qualche sopravvissuto racconta di essersi aggrappato ai cadaveri dei propri compagni di viaggio in attesa dei soccorsi. Queste morti pesano sulle nostre coscienze, non solo perché sono cosi numerose, ma perché la nostra ricca società occidentale, da quando è stata scoperta l’America ad oggi, sfrutta e opprime l’Africa in ogni modo. Inoltre spesso resta indifferente di fronte alle condizioni  di vita di quelle persone che fuggono dalle situazioni di povertà e di degrado che “noi ricchi” abbiamo provocato. Spesso sono anche guerre volute per gli interessi economici dei cosiddetti “paesi ricchi”. In Italia molti politici accusano gli immigrati di “invasione”. In realtà l’Italia è solo un approdo per poi proseguire il viaggio verso altre nazioni come la Francia, la Germania o i paesi del Nord Europa, dove c’è più possibilità di  trovare lavoro. Spesso si aprono dibattiti in Europa su come arginare il fenomeno degli sbarchi clandestini e si giunge a considerare l’espulsione come uno strumento per scoraggiare i tentativi di raggiungere le nostre coste. Secondo me non si salvano le vite irrigidendo le frontiere, come l’esperienza americana e italiana ci hanno dimostrato. Credo che i politici facciano ciò per vari motivi, il primo per mettersi in mostra, per far crescere il proprio elettorato facendo finta di occuparsi del problema, ma danno solo l’impressione di essere “cattivi razzisti”. Altri politici invece cercano di trattenerli per sfruttare i finanziamenti che la Comunità Europea elargisce per accudire gli immigrati, in realtà non lo fanno come dovuto. I signori che si comportano in questo modo non fanno altro che creare ansie, disaccordo e disorientamento nella popolazione. Io credo invece che una classe politica onesta dovrebbe affrontare il problema seriamente e con programmazione. Credo che bisognerebbe soccorrere queste ondate umane di disperati.  Molte associazioni sono chiamate ad occuparsi di queste persone e della loro accoglienza: Medici senza frontiere ha lanciato la campagna “milioni di passi” dedicata alle persone in fuga da guerre, violenza e povertà, con un appello all’opinione pubblica e ai governi perché sia restituita umanità al tema delle migrazioni forzate e venga garantito il diritto di tutti ad avere salva la vita. Ma se è dovere sociale e politico salvare ed accogliere queste vite, non finisce qui: è opportuno istruire i nuovi ospiti al rispetto di leggi, tradizioni, religioni perché siano consapevoli che sono stati accolti in Italia, dove regna uno stato sovrano che merita rispetto quanto lo merita la sua brava gente.  E’ importante che gli immigrati vengano inseriti nel nostro tessuto sociale ed è importante valorizzare le singole capacità individuali perché possano diventare non un peso, ma una risorsa per l’Europa. Naturalmente l’unica legge a prevalere è quella dell’egoismo individuale. Questo non ci fa onore e permette che fioriscano, oltre al terrorismo, squallori criminali e mafiosi.  L’origine di questo male è dovuto non solo agli errori di chi ci governa, ma anche al nostro stesso comportamento. A volte continuiamo a considerare le comunità di immigrati come estranee e separate rispetto alla nostra vita sociale. Anche nelle occasioni di condivisione che la vita quotidiana ci offre come la scuola, il tempo libero, tendiamo ad essere insofferenti e indifferenti nei loro confronti.  Ognuno di noi, nel suo piccolo, dovrebbe impegnarsi concretamente, fermandosi a salutare il nostro fratello o sorella immigrati; accogliendo chi tra loro bussa alla porta di casa nostra, rivolgendoci a loro con rispetto; visitando e sostenendo associazioni e comunità che accolgono le donne vittime dello sfruttamento sessuale.  Perciò apriamoci all’ospitalità e all’accoglienza, all’integrazione, evitando di cadere nella paura e nell’odio generalizzato, perché non tutte le persone provenienti da altri paesi sono dei criminali.  Una generosa collaborazione tra i singoli e le istituzioni aiuterà ad affrontare il problema, perché niente può giustificare il disprezzo e la discriminazione razziale, considerando che i fenomeni migratori sono presenti da quando è iniziata la storia dell’uomo ed hanno caratterizzato da sempre le relazioni tra popoli e nazioni.




Complimenti Maria!







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sabato 28 maggio 2016

Incontri conclusivi del progetto sul cyberbullismo

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Nei giorni 26 e 27 maggio 2016 la nostra scuola ha ospitato le giornate conclusive del progetto I pericoli della rete e il cyberbullismo gestito dall'avvocatessa Barbara Rodio.


Il 26 maggio, dalle ore 15.30 alle 16.30, l'avvocatessa Rodio ha esposto una sintesi del suo progetto ai genitori del comprensivo.




Il 27 maggio, dalle ore 10.30 alle ore 11.30, tutte le classi della scuola secondaria hanno potuto assistere all'intervento della dott.ssa Anna Chiara Elia, psicologa clinica, sul tema Conseguenze psicologiche del bullismo e del cyberbullismo.






La nostra dirigente, la dott.ssa Gerarda Elvira Marra, ha espresso la sua soddisfazione per l'iniziativa intrapresa considerato soprattutto l'elevato livello di soddisfazione degli studenti riguardo gli argomenti trattati.












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